Lettera aperta

Lettera aperta ai produttori di Aglione in Valdichiana, a quanti ne hanno solo sentito parlare e a quanti vorrebbero iniziarne la produzione

Sinalunga, 8 Gennaio 2020

Sono passati cinque anni da quando, seminato in un campo sperimentale il primo seme, ha preso forma il progetto di valorizzare la coltivazione dell'Aglione.
Sin dall'inizio è stato registrato un marchio figurativo in Europa e negli Stati Uniti. Sono stati acquistati domini ­Internet nazionali di primo livello (.it e .eu) e un dominio di genere (.bio), finalizzati ad un sito di alta ­indicizzazione per la comunicazione e la conoscenza del prodotto. L'interesse di molti agricoltori è stato quasi immediato, con il risultato che si è invertita la tendenza negativa di questa orticola, che oggi possiamo considerare salvata dall'estinzione. Quanto è stato fatto in questi anni è riportato cronologicamente nelle nostre pagine. Se lo ricordiamo non è perché ci venga riconosciuto un merito, ma per far capire che certi progetti, soprattutto quando sono molto ambiziosi, hanno bisogno di passaggi obbligati e del tempo necessario alla loro realizzazione. Chi non ci conosce, o non ci avesse seguiti sin dai primi istanti, può leggere le poche righe scritte nella fase iniziale di questa meravigliosa avventura, riportate nella pagina news 1, dove traspare il nostro modo di pensare e di agire.

Scriviamo questa lettera aperta perché in questi ultimi tempi abbiamo assistito ad un rapido aumento della superficie coltivata ad Aglione e ci chiediamo come ciò sia possibile, vista la scarsità di produzione e, di conseguenza, di seme disponibile per la semina. Ciò ci preoccupa e dovrebbe preoccupare tutti. Ci auguriamo che quanto fatto finora non venga compromesso da scelte frettolose, che potrebbero rivelarsi sbagliate, e che ci si renda conto ­dell'assoluta necessità di difendere l'origine autoctona del nostro Aglione con l'identificazione delle sue caratteristiche.
Ricordiamo che è per questo se da tempo abbiamo interessato alcuni prestigiosi dipartimenti di ricerca universitaria, la cui collaborazione, preziosa ed essenziale, non può essere accelerata a nostro piacere, come sembrerebbero dimostrare le molte richieste di "bollini" ed "etichette", che ancora non è tecnicamente possibile impostare per la mancanza oggettiva di dati certi e sicuri.
Si tenga presente che nel corso dell'anno appena terminato è stata presentata la richiesta di iscrizione al "Repertorio Regionale delle specie erbacee", ma i dati sul DNA sono ancora incompleti e l'approfondimento sulla "Caratterizzazione morfologica e genetica" non si è ancora concluso. Manca un approfondimento sulle malattie dell'Aglione, sia in fase di crescita in campo che nella successiva fase di essiccazione/conservazione: non se ne conoscono le conseguenze né, tanto meno, si hanno certezze sulla loro origine e quali prodotti usare per combatterle. Non esiste un disciplinare univoco di produzione, ognuno coltiva liberamente in via sperimentale, secondo le proprie esperienze, o per sentito dire. E dal momento che nessuno si è preso la responsabilità, o forse neppure ha pensato di organizzare seriamente dei controlli, dovrebbe essere lecito domandarsi:
Quali garanzie abbiamo oggi su quanto e come si produce?
Chi garantisce sulla tipicità e sulla provenienza del materiale di propagazione?
Invece si pensa alle etichettature, accentuando con ciò la sensazione che tutto sia finalizzato a predisporre il terreno per una propaganda di qualche genere, se non, peggio ancora, a procedere con la solita superficialità: quella che spesso si riscontra quando si vuole fare tutto – e in fretta – senza conoscere gli aspetti basilari e fondamentali dell'insieme che dovrebbe essere ancora oggetto di discussione.
Se mimetizzati dietro all'Aglione ci sono interessi che poco hanno a che fare con il mondo agricolo, non lo sappiamo e neppure siamo interessati a saperlo. Desideriamo semplicemente invitare alla cautela nel dare fiato alle trombe per divulgare quanto si ha intenzione di fare. Non perché il fare sia di per sé negativo, al contrario, la richiesta della DOP ad esempio è un passo doveroso, ma i tempi di realizzazione non sono ancora maturi e si potrebbero creare aspettative che, se deluse, condurrebbero ad un risultato di abbandono della produzione, o alla ricerca di quelle scorciatoie che garantiscono guadagno immediato per il singolo a scapito della qualità generale che appartiene a tutti. Di ciò ne dobbiamo essere consapevoli, dal momento che un'immagine di alta qualità, ovviamente affiancata da una professionalità commerciale adeguata, è basilare se si vuole essere accettati dai mercati nazionali ed internazionali, i quali, lo ricordiamo, sono sempre più disposti a pagare il giusto prezzo al produttore.

Aglione di Valdichiana
(Carlo Citterio)

aglione news

Richiesta della DOP dell'Aglione della Valdichiana

Il 21 febbraio 2020 a Perugia, nella Sala Rossa di palazzo Broletto, sede della Regione Umbria, si è tenuto il primo incontro tra produttori ed istituzioni (Regione Umbria e Regione Toscana), in merito al percorso da intraprendere per la presentazione della richiesta della DOP dell'Aglione della Valdichiana.
Erano presenti all'incontro:
Roberto Scalacci, Franco Garofalo, Paolo Camilli, Stefano Biagiotti, Filippo Masina, Carlo Citterio, Ariano Guastaldi, Luigi Russi, Niccolò Terzaroli, Fabio Mario Berna, Alessandro Mazzuoli, Marco Marchettoni, Sandro Baldoni, Livia Polegri, Federico Mariotti, Luciano Concezzi.

Soggetto promotore: il Parco Tecnologico Agroalimentare della Regione Umbria, che ha promosso tale incontro con il solo obiettivo di avviare un percorso condiviso tra Umbria e Toscana per la presentazione della richiesta della DOP dell'Aglione della Valdichiana. Per tale motivo Luciano Concezzi responsabile dell’Area Innovazione e Ricerca del Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, ha preso contatti con Stefano Biagiotti che sta coordinando in Toscana il percorso della richiesta della DOP e con Carlo Citterio che storicamente è l'artefice del rilancio della coltivazione dell'Aglione della Valdichiana e lo coltiva a Sinalunga.

Diverse le tematiche prese in esame, in breve sintesi:
Roberto Scalacci afferma che la Regione Toscana sosterrà il percorso di richiesta della DOP dell'Aglione della Valdichiana e che lo strumento deve servire a portare maggior reddito agli agricoltori e a tutelare il prodotto ed i produttori.
Stefano Biagiotti descrive le molteplici ricerche universitarie in corso, informa di coordinare una Associazione non riconosciuta di 11 Comuni e 42 produttori di Aglione della Valdichiana Toscana. Concorda, con tutti i presenti, che l'areale di produzione è il bacino imbrifero della Valdichiana. Afferma che la sua Associazione, una volta fatta domanda della DOP, e ottenuta, non avrà più ragione di esistere, saranno gli agricoltori in autogoverno a gestire il Consorzio di Tutela. Propone un incontro con agricoltori Umbri e Toscani per affrontare le diverse e complesse tematiche tecniche e finanziarie della DOP.
Nicolò Terzaroli riferisce delle ricerche in corso: la caratterizzazione agronomica è praticamente completata e quella genetica è prevista per giugno 2020.
Carlo Citterio, rappresenta il marchio figurativo Aglione di Valdichiana, afferma di non avere interessi particolari, è disponibile ad un confronto sull'uso futuro del Marchio, è favorevole alla richiesta della DOP e sottolinea la necessità di garantire qualità e certezza sulla provenienza dell'Aglione dalla Valdichiana.
Livia Polegri non nasconde la complessità della tracciabilità del materiale di propagazione e afferma che l'iscrizione ai repertori regionali di Umbria e Toscana sono tappe importanti per consentire scambi in ambito locale.
Sandro Baldoni sostiene l'importanza di una analisi delle tecniche agronomiche ai fini di redarre un disciplinare condiviso.
Alessandro Mazzuoli propone di avviare la fase di unione tra agricoltori umbri e toscani coordinati da Biagiotti e Citterio per istituire l'associazione dei produttori e trasformatori che presenterà la richiesta di una DOP condivisa per disciplinare e zona di produzione.
Fabio Mario Berna e Marco Marchettoni sono favorevoli alla DOP, il territorio tutela l'identità del prodotto.

La riunione si è conclusa con una scaletta delle priorità da affrontare in tempi brevi:
• Iscrizione dell'Aglione ai repertori regionali entro il 2020 e poi richiesta della DOP della Valdichiana.
• Individuazione della consistenza delle coltivazioni di Aglione in Umbria e in Toscana
• Creazione di una Associazione promotrice (30% dei produttori, con il 50%+1 della produzione all'interno dell'areale)
• Individuazione di un iter condiviso per la richiesta della DOP ed individuazione delle risorse necessarie

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…E Topolino scopre l'Aglione

un riconoscimento storico

Aprile 2020

Non sono momenti che inducono a ridere, anche se sdrammatizzare normalmente non fa male, e in effetti questa comunicazione non intende indurre all’allegrezza.
Il titolo è serio.
Nel numero 3361 del 22 aprile 2020 di “Topolino” viene citato l'Aglione.
Per la verità è riportato come "Pici all'aglione" e nella nota esplicativa si commette l'errore di considerarlo un "piatto tipico della tradizione toscana a base d'aglio". Ovviamente per chi conosce la storia, questo è un errore grave, ma per noi che sappiamo la fatica che abbiamo fatto per far conoscere l'Aglione, rappresenta un successo di grandi dimensioni, talmente grandi che riteniamo completamente inutile commentare.

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Giornata mondiale del bacio

6 luglio 2020

Che fosse importante per il mondo intero fissare una data per celebrare l’Amore nessuno lo può mettere in dubbio. L'Amore ha tante radici, germoglia fiori splendidi e purtroppo spesso ha tanta gramigna attorno che cerca di soffocarlo. Vincerà sempre su tutto.
Ma oggi si celebra la "Giornata mondiale del Bacio" un segno esteriore dell’amore.
Così anche noi che coltiviamo Aglione di Valdichiana desideriamo ricordare questo evento con due fiori di Aglione che oggi si scambiano baci.

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"Fiera alla Pieve"

da secoli il tradizionale appuntamento di ottobre per le genti dei poggi e delle chiane

Ottobre 2020, Sinalunga: “Fiera alla Pieve”

Nel 2019 dal 6 al 13 Ottobre si svolse a Sinalunga la tradizionale "Fiera alla Pieve", Aglione di Valdichiana® vi partecipò con un proprio stand: così aveva fatto anche l'anno precedente.
Quest'anno, lo sappiamo tutti, a causa della pandemia stiamo vivendo un anno difficile, diverso e forse destinato a segnare l'inizio di un'epoca che ci potrebbe far cambiare le nostre abitudini.
A tale riguardo le Istituzioni, a tutti i livelli, ci chiedono senso di responsabilità civile e personale, facendoci rivedere i nostri tradizionali appuntamenti, anche quelli molto radicati nel territorio, come la "Fiera alla Pieve", che quest'anno è stata sospesa. Ci auguriamo che possa essere ripresa regolarmente nel 2021.
Con l'ottimismo che ci contraddistingue, siamo convinti che questa pausa servirà ad organizzarla con la lungimiranza che merita.
Nell'attesa di ciò, ricordare quando è nata e perché, come nei secoli si è sviluppata, parlare dei suoi pregi e dei difetti, sorridere guardando come eravamo, prendere atto di come ci siamo trasformati, capire come non dovrebbe continuare ad essere e in che cosa dovremmo migliorarla, è un buon esercizio che ci aiuta a fare il libro di Ariano Guastaldi: "La Fiera alla Pieve – da secoli il tradizionale appuntamento di ottobre per le genti dei poggi e delle chiane". 140 pagine, 130 fotografie (quasi tutte inedite), raccontano di una tradizione centenaria, attraverso documenti, ricordi e testimonianze. Questa la sintesi di un libro da leggere piacevolmente tutto di un fiato, ma anche da consultare e rivedere.
Con vero piacere abbiamo appoggiato l'iniziativa editoriale, non fosse altro perché perfettamente in linea con la nostra visione della cultura popolare. Chi volesse averne una copia potrà trovarla all'Osteria dell'Aglione presso la Locanda dell'Amorosa.

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