aglione logo

| inizi | 2017 | 2018 | 2019 | 2020


aglione news

 

 

 

Gennaio 2020.

 

Lettera aperta ai produttori di Aglione in Valdichiana, a quanti ne hanno solo sentito parlare e a quanti vorrebbero iniziarne la produzione

Sinalunga, 8 Gennaio 2020

Sono passati cinque anni da quando, seminato in un campo sperimentale il primo seme, ha preso forma il progetto di valorizzare la coltivazione dell'Aglione.
Sin dall'inizio è stato registrato un marchio figurativo in Europa e negli Stati Uniti. Sono stati acquistati domini ­Internet nazionali di primo livello (.it e .eu) e un dominio di genere (.bio), finalizzati ad un sito di alta ­indicizzazione per la comunicazione e la conoscenza del prodotto. L'interesse di molti agricoltori è stato quasi immediato, con il risultato che si è invertita la tendenza negativa di questa orticola, che oggi possiamo considerare salvata dall'estinzione. Quanto è stato fatto in questi anni è riportato cronologicamente nelle nostre pagine. Se lo ricordiamo non è perché ci venga riconosciuto un merito, ma per far capire che certi progetti, soprattutto quando sono molto ambiziosi, hanno bisogno di passaggi obbligati e del tempo necessario alla loro realizzazione. Chi non ci conosce, o non ci avesse seguiti sin dai primi istanti, può leggere le poche righe scritte nella fase iniziale di questa meravigliosa avventura, riportate nella pagina news 1, dove traspare il nostro modo di pensare e di agire.

Scriviamo questa lettera aperta perché in questi ultimi tempi abbiamo assistito ad un rapido aumento della superficie coltivata ad Aglione e ci chiediamo come ciò sia possibile, vista la scarsità di produzione e, di conseguenza, di seme disponibile per la semina. Ciò ci preoccupa e dovrebbe preoccupare tutti. Ci auguriamo che quanto fatto finora non venga compromesso da scelte frettolose, che potrebbero rivelarsi sbagliate, e che ci si renda conto ­dell'assoluta necessità di difendere l'origine autoctona del nostro Aglione con l'identificazione delle sue caratteristiche.
Ricordiamo che è per questo se da tempo abbiamo interessato alcuni prestigiosi dipartimenti di ricerca universitaria, la cui collaborazione, preziosa ed essenziale, non può essere accelerata a nostro piacere, come sembrerebbero dimostrare le molte richieste di "bollini" ed "etichette", che ancora non è tecnicamente possibile impostare per la mancanza oggettiva di dati certi e sicuri.
Si tenga presente che nel corso dell'anno appena terminato è stata presentata la richiesta di iscrizione al "Repertorio Regionale delle specie erbacee", ma i dati sul DNA sono ancora incompleti e l'approfondimento sulla "Caratterizzazione morfologica e genetica" non si è ancora concluso. Manca un approfondimento sulle malattie dell'Aglione, sia in fase di crescita in campo che nella successiva fase di essiccazione/conservazione: non se ne conoscono le conseguenze né, tanto meno, si hanno certezze sulla loro origine e quali prodotti usare per combatterle. Non esiste un disciplinare univoco di produzione, ognuno coltiva liberamente in via sperimentale, secondo le proprie esperienze, o per sentito dire. E dal momento che nessuno si è preso la responsabilità, o forse neppure ha pensato di organizzare seriamente dei controlli, dovrebbe essere lecito domandarsi:
Quali garanzie abbiamo oggi su quanto e come si produce?
Chi garantisce sulla tipicità e sulla provenienza del materiale di propagazione?
Invece si pensa alle etichettature, accentuando con ciò la sensazione che tutto sia finalizzato a predisporre il terreno per una propaganda di qualche genere, se non, peggio ancora, a procedere con la solita superficialità: quella che spesso si riscontra quando si vuole fare tutto – e in fretta – senza conoscere gli aspetti basilari e fondamentali dell'insieme che dovrebbe essere ancora oggetto di discussione.
Se mimetizzati dietro all'Aglione ci sono interessi che poco hanno a che fare con il mondo agricolo, non lo sappiamo e neppure siamo interessati a saperlo. Desideriamo semplicemente invitare alla cautela nel dare fiato alle trombe per divulgare quanto si ha intenzione di fare. Non perché il fare sia di per sé negativo, al contrario, la richiesta della DOP ad esempio è un passo doveroso, ma i tempi di realizzazione non sono ancora maturi e si potrebbero creare aspettative che, se deluse, condurrebbero ad un risultato di abbandono della produzione, o alla ricerca di quelle scorciatoie che garantiscono guadagno immediato per il singolo a scapito della qualità generale che appartiene a tutti. Di ciò ne dobbiamo essere consapevoli, dal momento che un'immagine di alta qualità, ovviamente affiancata da una professionalità commerciale adeguata, è basilare se si vuole essere accettati dai mercati nazionali ed internazionali, i quali, lo ricordiamo, sono sempre più disposti a pagare il giusto prezzo al produttore.

Aglione di Valdichiana
(Carlo Citterio)