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Il 14 ed il 15 ottobre 2017, si è tenuto il 1º Convegno e Mostra Mercato dell’Aglione di Valdichiana®, nella sala convegni “il Granaio” a L’Amorosa, Sinalunga (Siena)

e-book ricordo

È stata realizzata una pubblicazione elettronica, per la serie dei libri della "Bibliotheca dell'Amorosa", scaricabile gratuitamente come ricordo e documentazione di questo primo Convegno e Mostra Mercato

L’Aglione di Valdichiana è un prodotto unico come la sua Terra

L'Aglione è una varietà locale di Allium ampeloprasum var. Holmense (Mill.) Asch. et Graebn. tipica della Val di Chiana, un territorio particolarmente vocato per l'orticoltura, che si estende tra le province di Arezzo, Siena e Perugia. La pianta si caratterizza per spicchi molto più grandi di quelli dell’aglio comune, che arrivano a pesare 70-80g, mentre i bulbi possono superare anche i 500g, contro i 20-150g dell'aglio comune. 

Fin dall’antichità l’aglio è stato usato per scopi curativi per neoplasie e ascessi, per malattie dell'apparato circolatorio, malaria, infestazioni di vermi e parassiti, per disturbi polmonari, come disinfettante o purgante, per i morsi di animali e per le convulsioni, per spossatezza, emicrania, insonnia. Protegge dalle tossine e dalle infezioni, ha un effetto diuretico, riduce la pressione sanguigna… ed altro ancora.

In cucina sè presente in molte ricette della tradizione toscana. Più dolce e molto meno invasivo dell'aglio, è fondamentale per i pici all'aglione: gustosissimo e salutare piatto, tipico della campagna senese. Una volta provato è difficile farne a meno.

L'AMOROSA

IL castello de L'Amorosa nell'affresco di Lippo Vanni raffigurante “La battaglia di Val di Chiana" del 1363. Palazzo pubblico, Siena.

«C’è un elemento comune a tutta questa architettura (...): la costante ricerca, cioè, di non allontanarsi da certe misure, di costruire direi quasi musicalmente, l’assenza di slancio e di capriccio (...) Tutto spira purezza, tranquilla armonia e, sopra ogni altra cosa, senso del compiuto, di statica serenità: un frammento di mondo perfetto in sé, concluso, dove è raccolto tutto ciò che basta alla salute della vita: la casa, i campi, gli ortaggi, gli altri prodotti della terra, i profumi selvatici, i fiori campestri, le diverse voci degli animali domestici, la collina e, al di là di quella, l’infinito, arcano che da qui si contempla persuasi della grande verità la quale tutto nasce dalla terra e alla terra deve ritornare.» Tolgo questa frase da un libro stampato a Firenze trent’anni fa. Il libro si intitola “La casa colonica in Toscana”, ed in esso gli autori, Guido Biffoli e Guido Ferrara, descrivono in maniera essenziale ma precisa lo spirito che per secoli deve avere animato chi, di volta in volta, aggiungeva (o toglieva?) costruzioni alla Fattoria dell’Amorosa.

[da “L’Amorosa - Architettura” di Carlo Padrini. in L'Amorosa, “Quaderni sinalunghesi” Anno IX nº 3 - Dicembre 1998].


Oggi il Borgo de L’Amorosa è in parte adibito a struttura turistica, dove:

Facile è arrivare… difficile partire.